DIFESA LIQUIDA

DIFESA LIQUIDA

La fase difensiva, almeno in Italia, è sempre stata associata all’ordine, un ordine da intendersi in termini di staticità e di riduzione al minimo di qualunque forma di rottura della struttura della squadra. Utilizzo volutamente il termine “rottura” perché spesso sentiamo parlare di rompere la linea difensiva: ma quando farlo? La risposta che la maggior parte degli addetti ai lavori da è di romperla il meno possibile e solo a partire dai 25 metri dalla propria porta.

Siamo fortemente legati a questo concetto: crediamo che la migliore difesa sia quella più “geometrica” possibile, la linea deve essere perfetta.

Eppure ciò causa non poche difficoltà nella gestione dell’enorme numero di variabili all’interno del gioco del calcio: una difesa che reagisce solo alle situazioni standard, quelle appunto in cui può rimanere“ordinata”, è in realtà una difesa fortemente limitata.

La sempre maggiore velocità del gioco offensivo richiede necessariamente una capacità di adattamento molto più rapida: è necessaria una difesa liquida, ovvero che sia in grado, come fa l’acqua in qualsiasi recipiente, di plasmarsi perfettamente su ogni situazione. Non è più possibile restare confinati all’interno del proprio spazio difensivo, ma, è necessario continuamente uscirne per poter assumere la forma del recipiente (struttura offensiva avversaria) in cui si è contenuti, per continuare la metafora dell’acqua…

Nel video allegato, vediamo proprio questa liquidità nella fase difensiva della Fiorentina: il centrale sinistro Milenkovic ritrova nella sua zona di competenza la mezzala del Sassuolo Duncan, che si è alzata molto sul campo, di fatto in linea con la prima punta. Nel proseguo dell’azione, Duncan si abbassa per offrire una soluzione al suo portiere pressato: si notabene come Milenkovic continui a seguire la mezzala del Sassuolo, rompendo completamente la linea difensiva. Si adatta alla situazione, esce dal suo spazio difensivo, per plasmarsi sulla nuova struttura del Sassuolo.

Avere difensori in grado di pensare in maniera “liquida”,che non temano di uscire dalla loro posizione, ma che anzi si sentano comodi nell’occupare sempre posizioni differenti, avrà un valore importantissimo nel calcio dei prossimi anni.

Collaboratore: Emanuele Tedoldi