GIOCARE ALL’INDIETRO

GIOCARE ALL’INDIETRO

“L’obiettivo è quello di difenderci avanzando, mentre non abbiamo problemi ad andare indietro quando si attacca. Questo è un po’ il contrario a ciò che fanno le altre squadre, che difendono andando indietro e attaccano andando avanti.” (Tito Vilanova, 2010).

Giocare all’indietro, muoversi all’indietro… Forse uno dei principi più contro-intuitivi che esistano: se l’obiettivo è segnare nella porta avversaria, perché fare una qualsiasi azione che porti ad allontanarci, o ad allontanare la palla, dalla porta rivale?

Nella clip vediamo alcuni esempi di un simile comportamento:John Stones, centrale del Manchester City, con palla nei piedi del terzino, si smarca all’indietro, allontanandosi quindi dal terzino stesso.

Si separa dal suo compagno in possesso di palla e, allo stesso tempo, si separa dal diretto avversario. Il motivo sta proprio in questo termine, “separarsi”, ovvero ampliare lo spazio di gioco, dilatarlo così da obbligare gli avversari a difendere uno spazio maggiore e aumentare quindi le loro difficoltà. Allo stesso tempo, ampliando lo spazio di gioco, si facilita il compito al nostro compagno in possesso di palla, poiché gli si regala spazio libero intorno a sé e, di conseguenza, tempo per poter giocare. Riprendendo le parole di Johan Cruijff: “Se vuoi aiutare il tuo compagno con la palla, non avvicinarti a lui, ma allontanati da lui.”

La profondità del campo non è da intendersi solo in avanti,ma anche all’indietro: lo spazio sotto la linea della palla è spesso sottovalutato nella creazione di un’azione offensiva ma riveste in realtà una grande importanza. Infatti, se la squadra in possesso si “allunga”all’indietro, obbliga gli avversari ad una scelta: o risalire e quindi allungarsi a loro volta, lasciando spazio tra le linee (o dietro l’ultima linea), oppure offrire più spazio e tempo di gioco alla squadra in attacco.

La maggior parte delle squadre è diventata molto abile nel difendere la profondità alle proprie spalle, posizionandosi ad un’altezza media o bassa del campo e riducendo notevolmente lo spazio attaccabile. Per questo motivo sta diventando sempre più importante l’abilità di “attirare” la squadra avversaria, di invitarla ad alzare la pressione, per poter così aprire spazi in zone più alte del campo. Lo smarcamento all’indietro del difensore centrale ne è solo un piccolo esempio.

Collaboratore: Emanuele Tedoldi