TEST ATLETICI NEL CALCIO

TEST ATLETICI NEL CALCIO

Ipotizziamo di essere ad inizio stagione o nel periodo di “richiamo di preparazione invernale”. Un velo di terrore assale il malcapitato calciatore, per lo più dilettante, di turno. Vuoi per gli eccessivi volumi di lavoro, vuoi per la somministrazione di qualche TEST ATLETICO. Non addentriamoci nei labirinti della preparazione fisica , tanto meno verifichiamo l’utilizzo dei parametri estrapolati dalle eventuali prove.L’obiettivo dell’articolo e’ solo quello di analizzare la funzionalità o meno degli stessi test. Prendiamo il più famoso, il test di LEGER (ma potremmo anche virare su altri) e comprendiamone limiti, pregi e difetti .

E’ mia consuetudine rivolgere ai calciatori un quesito : tra CR7 e il Gebreselassie (fondista), chi sarebbe in grado di percorrere piu metri e ottenere piu STEPS ?

… il 90% sbaglia! Come  noto, la prova termina nel momento dello “sfinimento” dell’atleta , il quale non avrà più energie per ri-trovarsi in corrispondenza del birillo al suono del fatidico BEEP.

Dai palier ottenutisi dovrebbe , in teoria, constatare lo stato di forma ed tirar fuori parametri per individualizzare gli allenamenti.
I limiti ? … la prova e’ dipendente dalle “volontà” dell’atleta e un test ad esaurimento non e’ funzionale per un calciatore (lui cerca di ottimizzare le risorse nei 90’) . Scientificamente non vi e’ alcuna correlazione tra distanza percorsa e consumo di ossigeno (parametro assolutamente da trascurare nel calcio) . I miglioramenti in seguito ad una eventuale ripetizione del test non sono attribuibili ad un miglioramento del VO2 max . Quest’ultimo è relazionabile alla propria genetica e difficilmente influenzabile dalle metodiche di allenamento.

Ciò che in effetti ha rilevanza e’ , piuttosto, il miglioramento del COSTO ENERGETICO :la quantità di energia spesa per avanzare ad un determinata velocità. Migliorare l’economia del gesto e’ la vera discriminante. “imparare” a frenare , accelerare ,decelerare ,cambiare senso e direzione di corsa e’ ciò che differenzia un calciatore da un maratoneta.

Ogni disciplina si caratterizza per biomeccanica di corsa, costo energetico e aspetti puramente coordinativi. Eseguire test distanti dal MODELLO PRESTATIVO non ha alcuna validità sia in termini di valutazione dello stato di forma sia in termini prestativi….e , comunque, CR7 otterrebbe risultati migliori nel test, poichè Gebreselassie non “sa” frenare ne’ ripartire.

I pregi? : ottenere una stima della FCmax.

Collaboratore: Roberto Masiello